Legge sul CO2: dalla democrazia diretta all’economia pianificata

I sostenitori dell’inutile legge non vogliono solo combattere il cambiamento climatico. Vogliono un cambiamento radicale del sistema politico.

Il cambiamento climatico di oggi è una realtà creata dall’uomo e la Svizzera ne è in parte responsabile. È un problema planetario, quindi sono necessarie misure e soluzioni planetarie. L’attuale nuova legge sul CO2 è figlia dell’ideologia, del panico da apocalisse e delle fregature. Non ha alcun effetto misurabile sul clima. La maggioranza perderebbe un sacco di soldi mentre una piccola minoranza beneficerebbe di succulenti sussidi. Non si parla di economia di mercato. La Svizzera partecipa da decenni alla lotta contro il cambiamento climatico: scientificamente, energeticamente, ecologicamente ed economicamente. Abbiamo già una buona e severa legislazione. I sostenitori di questa nuova legge prevista sul CO2 non vogliono solo combattere il cambiamento climatico, cercano anche un cambiamento radicale del sistema politico: dalla democrazia diretta all’economia pianificata.

Gigantesca macchina di ridistribuzione

Dopo un lungo tira e molla, il Parlamento ha approvato la nuova legge sul CO2 alla fine della sessione autunnale del 2020.  Questa legge è un catalogo di comandamenti, divieti, tasse, imposte, sprechi di denaro e sovvenzioni. Tutto deve essere pagato dal consumatore, dal contribuente e dall’economia. Una gigantesca macchina di ridistribuzione del denaro. Il popolo deve poter decidere democraticamente se vuole investire ingenti somme di denaro in una politica climatica che non raggiungerà mai i suoi obiettivi. Questa legge porterà la Svizzera lontano dall’economia di mercato e dalla competitività internazionale verso un’economia pianificata.  La nuova legge sul CO2 costerà una quantità incredibile di denaro e senza ottenere praticamente nulla dal punto di vista fisico-climatico. Anche senza questa nuova legge sul CO2, la Svizzera è esemplare in termini di politica climatica, ed è stata un esempio globale per molti anni, con le sue leggi molto severe in ambito energetico e ambientale.  

Strada per la povertà

Atteggiamenti estremi come la negazione del cambiamento climatico e l’isteria del cambiamento climatico sono fuori luogo. Il cambiamento climatico sta accadendo davvero. Le emissioni svizzere di CO2 ammontano allo 0,1% (1 millesimo) delle emissioni globali! Misure come l’incredibilmente costosa, irrealistica e inefficiente “Iniziativa per i ghiacciai” sono la risposta sbagliata. Tali misure non intaccano minimamente il cambiamento climatico, né a livello nazionale né a livello globale. Ma una cosa è certa, ci stanno portando alla povertà. Purtroppo, nonostante i nostri sforzi e i costi immensi, la maggior parte dei nostri ghiacciai si saranno sciolti entro il 2100, anche se noi svizzeri dovessimo non emettere più molecole di CO2 sin da subito. Anche il permafrost sarà scomparso in tutto il paese nel giro di pochi decenni. Ciò che è necessario è il pensiero globale, il buon senso, il realismo, la verità, la moderazione, la fattibilità, l’educazione, la ricerca, la conoscenza, lo sviluppo, l’innovazione, la sostenibilità, la responsabilità, la cooperazione internazionale, le regole vincolanti a livello internazionale e misure sostenibili in ogni settore della vita.

Adattamento al cambiamento climatico

Il cambiamento climatico può essere affrontato in due modi: attraverso la riduzione di CO2 da un lato e attraverso l’adattamento al cambiamento climatico dall’altro. L’adattamento al cambiamento climatico offre molte opportunità: realizzazione di riserve d’acqua decentralizzate per i prossimi periodi di siccità, rafforzamento dell’energia idroelettrica, rinforzo del terreno, riabilitazione delle strade nelle zone di montagna, riforestazione, spazi verdi nelle città, ristrutturazione degli edifici, ecc. Sfortunatamente, la piccola Svizzera non può avere un’influenza misurabile sul proprio cambiamento climatico o su quello globale. Questo non significa che dobbiamo rimanere passivi. La Svizzera partecipa attivamente alla lotta globale contro il cambiamento climatico. Abbiamo ratificato l’accordo sul clima di Parigi. Abbiamo già fatto molto e dovremo certamente fare molto di più, oggi come pure domani. 

Senza energia non c’è qualità di vita

Non c’è dubbio che la scienza del clima sia estremamente complessa. Si sente spesso per strada il detto pseudo-scientifico che il clima è sempre cambiato anche in passato. Questa è solo una mezza verità. Durante i periodi freddi (“ere glaciali”) della durata media di 90.000 a 110.000 anni, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera era di circa 180 ppmv (ppmv = “parte per milione di volume”, 1 ppmv = 1 centimetro cubo per metro cubo). Durante i periodi caldi della durata media di 20.000-40.000 anni, era circa 280 ppmv. Dall’inizio dell’era industriale, l’umanità ha emesso grandi quantità di gas serra (principalmente CO2) negli oceani e nell’atmosfera attraverso i processi di combustione dei combustibili fossili.

Oggi, la concentrazione atmosferica di CO2 è di circa 412-414 ppmv, cioè circa il 48% in più rispetto all’epoca preindustriale. La quota di energia fossile nel consumo globale di energia primaria è ancora intorno all’80%-85%.

Ma il mondo (soprattutto i paesi in via di sviluppo e in transizione) ha ancora un’enorme e giustificata fame di energia. Senza energia non può esserci una buona qualità di vita. E attenzione, il sistema energetico mondiale di oggi non può essere trasformato nel giro di una notte in un sistema energetico esente da CO2.

No alla fregatura

Per questo dobbiamo comunicare, pianificare e agire con onestà, obiettività, fattibilità, solidarietà e responsabilità. Anche i mass media devono prendere in considerazione questi fatti. D’altra parte, la maggior parte di loro non fa altro che suscitare paura, panico da apocalisse, senza apportare obiettivamente alcun beneficio alla politica energetica planetaria e al benessere dell’umanità.

La legge sul CO2 posta in votazione il 13 giugno stabilirà definitivamente la rotta verso un’economia pianificata. La nuova legge sul CO2 prevede misure ingiuste e antisociali. L’unico modo intelligente per raggiungere la decarbonizzazione desiderata è attraverso l’educazione, la ricerca, lo sviluppo, l’efficienza, la cooperazione e l’innovazione. Quello che serve sono misure sostenibili, non una politica simbolica, casuale e ideologica. Questa legge sul CO2 strappalacrime e irrealistica è un passo nella direzione sbagliata ed è completamente inefficiente in termini di protezione del clima. Perciò dico inequivocabilmente no a questa legge inutile.

 Prof. Dr. Arturo Romer, fisico teorico      

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